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Era
il 19 marzo 1973 quando Amnesty International lanciò
la prima azione urgente; quell'anno il Brasile era governato
da un regime militare e i detenuti venivano regolarmente
torturati nei primi giorni che seguivano l'arresto.
Amnesty pensò di creare una tecnica d'azione
rapida ed efficace per reagire a questo tipo di violazione.
La
sera del 15 febbraio 1973 Luiz Rossi, professore di
economia all'università di San Paolo fu arrestato
e portato al Dipartimento per la Sicurezza e l'Ordine
Pubblico di San Paolo (DOPS). La moglie riuscì
a informare Amnesty, che decise di emettere un'azione
urgente in suo favore. Il 24 ottobre dello stesso anno
Luiz Rossi fu scarcerato, grazie a centinaia di appelli
che il DOPS ricevette dai sostenitori di Amnesty di
tutto il mondo.
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"Io
e la mia famiglia siamo grati alle innumerevoli persone
che, specialmente in Europa, si sono interessate al
nostro caso scontrandosi con la violenza che ci ha tolto
la libertà. A mio nome, a nome di mia moglie,
dei nostri bambini e di tutti gli altri cittadini brasiliani
in condizioni simili alle mie, vogliamo ringraziare
tutte le dimostrazioni di umanità e gentilezza
che ci hanno confortati e aiutati"
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Così
com'è successo per Luiz Rossi, quando Amnesty
riceve notizie di violazioni di diritti umani, i ricercatori
del Segretariato Internazionale preparano un'azione
urgente che viene immediatamente inviata a tutte le
Sezioni nazionali, che si occupano di distribuirla ai
gruppi e agli attivisti, i quali a loro volta preparano
e inviano appelli alle autorità interessate.
Oggi
si stima che ogni azione urgente generi tra i 3.000
e i 500.000 appelli da tutto il mondo, allo scopo di
scongiurare esecuzioni di condanne alla pena capitale,
ottenere garanzie sull'incolumità di difensori
di diritti umani minacciati di morte, sospendere detenzioni
in isolamento, porre fine alla tortura, assicurare cure
mediche a chi ne ha urgente bisogno.
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