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La
cosiddetta "guerra al terrore" ha portato
a un significativo indebolimento nella protezione dei
diritti umani fondamentali.I
governi hanno fatto ricorso a pratiche proibite dal
diritto internazionale come la tortura, le detenzioni
arbitrarie, i processi iniqui e hanno cercato di giustificarle
in nome della sicurezza nazionale.
Al
contrario, il profondo disprezzo per i fondamentali
diritti umani che emerge dalle immagini delle torture
nel carcere iracheno di Abu Ghraib o dallo scandalo
europeo delle rendition (i trasferimenti aerei illegali
di persone sospettate di terrorismo, destinate a centri
di tortura), stanno trasformando il mondo in un luogo
sempre meno sicuro, in una fabbrica del rancore
in cui disperazione, frustrazione, rabbia e intolleranza
rischiano di produrre effetti micidiali.
Amnesty
International ha ripetutamente condannato gli atti di
terrorismo che in questi ultimi anni hanno provocato
migliaia di morti e feriti.
Con
la campagna Più diritti più sicurezza
Amnesty International vuole spingere i governi e l'opinione
pubblica a ripensare le strategie fallimentari della
"guerra al terrore" e convincerli che il rispetto
dei diritti umani è la condizione essenziale,
e non un ostacolo, per il raggiungimento di una autentica
sicurezza globale.
Amnesty
International (AI) chiede al neo-eletto presidente degli
Stati Uniti Barack Obama di dimostrare con azioni concrete
un impegno sul tema dei diritti umani. Un'azione concreta
entro i primi 100 giorni rappresenterebbe la prova di
un impegno genuino che riporterebbe gli USA in linea
con i sui obblighi internazionali.
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